DOCUMENTI
ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN SEZIONE PROVINCIALE DI MATERA
"Pensione di reversibilità ai figli inabili che lavorano"
Come noto con la conversione nella Legge n. 31/2008 del Decreto legge n. 248/2007 è stato stabilito il permanere del diritto alla pensione di reversibilità ai figli inabili anche nel caso questi prestino attività lavorativa L'INPS ha pubblicato la Circolare n.15.6 febbraio 2009"Articolo 46 del decreto legge 31dicembre 2007, n. 248 recante 'Disposizioni in favore di soggetti inabili'".
La circolare fa una ricognizione "storica" su come si definisce il diritto alla pensione di reversibilità per i figli inabili (concetto di inabilità, verifica del requisito del carico) e poi ribadisce quanto già indicato nell'art. 46 del decreto legge 248/07 relativamente alle caratteristiche del datore di lavoro presso cui l'orfano è assunto
e del contratto di lavoro, che non deve prevedere un orario superiore alle 25 ore settimanali.
Importante è il tema dell'accertamento della finalità terapeutica del lavoro: l'attività svolta dal soggetto inabile deve avere una funzione terapeutica e di inclusione sociale e tali caratteristiche, per espressa previsione normativa, sono accertate dall'Istituto che eroga la prestazione attraverso i suoi Centri medico
Legali.
La circolare afferma che a tal fine sarà necessario acquisire una documentazione rilasciata dai centri di riabilitazione presso cui il lavoratore ha eventualmente svolto un programma di ergoterapia o, in assenza di questo, dal Centro per l'Impiego che ha avviato la persona al lavoro.
Per ulteriori informazioni rivolgersi a:
AIPD Sezione di Matera
e-mail : aipdmt@tiscali.it
I LAVORATORI CON SINDROME DI DOWN?
ASSUMIAMOLI!
Dal 1 febbraio in oltre 300 sale italiane grazie al sostegno di Medusa Film e Opus Proclama.
Uno spot per promuovere l’integrazione lavorativa delle persone con sindrome di Down.
30 secondi per affermare senza esitazioni che le persone con sindrome di Down hanno il diritto di entrare nel mondo del lavoro, al pari di chiunque altro, e che possono essere una preziosa risorsa. Un invito rivolto alle
aziende del settore privato e pubblico, perché le buone intenzioni si traducano in azioni concrete.
Un’ idea nata grazie alla felice collaborazione tra l’Associazione Italiana Persone Down Onlus (promotrice del progetto di integrazione lavorativa), l’agenzia di pubblicità Saatchi & Saatchi (responsabile della
creatività), la casa di produzione The Family (che si è offerta di produrre lo spot), il Gambero Rosso – Città del gusto (che ha messo a disposizione location e consulenza “gastronomica”) e, infine, Medusa Film e Opus Proclama che dal prossimo 1 febbraio distribuiranno lo spot in oltre 300 sale italiane.
L’integrazione lavorativa – così come quella nel mondo della scuola – è da sempre uno degli obiettivi più importanti per l’Associazione Italiana Persone Down. Dai dati più recenti in possesso delle associazioni emerge che, su un campione di 1167 persone maggiorenni con sindrome di Down, solo il 10% lavora con un regolare contratto di lavoro. Inoltre, un altro 8% circa del campione si sta affacciando al mondo del lavoro attraverso tirocini formativi, tirocini finalizzati all’assunzione, borse lavoro. Ma per far sì che anche queste esperienze si traducano in concrete opportunità di lavoro occorrono interventi tecnici e politici e occorre attivare una rete di servizi nei territori che possa coordinare l’intero processo. Una rete di orientamento e formazione per creare reali opportunità di lavoro. Occorre, tuttavia, sensibilizzare le aziende perché comprendano che una persona con sindrome di Down può essere un vero lavoratore.
L’esperienza dell’Associazione Italiana Persone Down – attraverso il proprio servizio di inserimento lavorativo – ha dimostrato che questo è possibile e offre la propria completa collaborazione alle aziende per portare a termine inserimenti lavorativi costruttivi ed efficaci.
La sindrome di Down
Attualmente in Italia 1 bambino su 1200, ovvero quasi due bambini al giorno, nascono con la sindrome di Down, una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più: invece di 46 cromosomi nel nucleo di ogni cellula ne sono presenti 47, vi è cioè un cromosoma n. 21 in più; da qui anche il termine Trisomia 21. Genetico non vuol dire ereditario, infatti nel 98% dei casi la sindrome di Down non è ereditaria.
La conseguenza di questa alterazione cromosomica è una disabilità caratterizzata da un variabile grado di difficoltà nello sviluppo mentale, fisico e motorio.
Il nome “sindrome di Down” viene dal nome del dott. Langdon Down, che per primo nel 1866 la identificò.
Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate, la durata della vita si è molto allungata così che si può oggi parlare di un?aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro.
Si stima che oggi vivano in Italia circa 38.000 persone con sindrome di Down, delle quali 23.000 già adulte.
L’ Associazione Italiana Persone Down Onlus Sezione di Matera si pone quale punto di riferimento per le famiglie e gli operatori sociali, sanitari e scolastici su tutte le problematiche riguardanti la sindrome di Down.
Il suo scopo è tutelare i diritti delle persone con sindrome di Down, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e sociale a tutti i livelli, sensibilizzare sulle loro reali capacità divulgare le conoscenze sulla sindrome.
L’AIPD fa parte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH). Regione Basilicata Mantiene inoltre rapporti con le altre associazioni italiane e straniere di persone con sindrome di Down per un utile scambio di informazioni e per affrontare con una linea unitaria temi di interesse comune.
L’AIPD fa inoltre parte del Coordinamento Nazionale delle Associazioni delle persone con sindrome di Down che ogni anno, la seconda domenica di ottobre, promuove l’oramai consueta Giornata Nazionale della Persona con Sindrome di Down, il cui tema per il 2009 sarà proprio l’integrazione lavorativa.
Per visionarlo clicca su:
http://www.ilsegnalibro.it/aipd/spot_pizza.html
Il Presidente
Geltrude Potenza